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Şuşa
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top
mwgaŞuşa (mwgq, mwgwin armeno Շուշի?, Šowši o mwhaŠušicite-ref-3[3]cite-ref-4[4], mwjqtrasl. angl. mwjgShushi; mwjwin russo Шуша?, Šuša, trasl. angl. mwkaShusha) è una mwkqcittà dell'Azerbaigian, capoluogo dell'mwkgomonimo distretto. Tra il 1992 e il 2020, la città venne controllata dalla mwkwrepubblica dell'Artsakh, all'interno della quale era capoluogo della mwlaregione di Shushi. L'Azerbaigian è tornato a controllarla dopo la mwlqbattaglia di Shushi nel 2020.cite-ref-5[5]
La sua attuale popolazione è di oltre quattromila abitanti a fronte dei quindicimila (in prevalenza mwmwazeri) che vi risiedevano prima dello scoppio della mwnaprima guerra del Nagorno Karabakh.cite-ref-6[6]
Sorge in cima ad una montagna ad un'altitudine compresa tra i mwog1 400 ed i mwow1 800 metri. Gravemente distrutta dagli eventi bellici, la città da alcuni anni ha intrapreso la strada di una lenta ricostruzione cercando di sviluppare la risorsa turistica; sono nati diversi hotel e imprese del settore.
La ricostruzione è partita anche dalla mwpqcattedrale di Ġazančec'oc' che si staglia sulla sommità, bianca, imponente e solitaria. La vocazione religiosa di Şuşa è testimoniata anche da altre chiese e da due mwpgmoschee sopravvissute alla guerra.
Contents
• Storia
• Origini
• Società
• Musei
• Note
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Storia
Origini
La città è fondata verso il mwqw1750 facente parte del mwrakhanato del Karabakh, poi nel diciannovesimo secolo integrato nell'mwrqimpero russo. Nel mwrg1830 la città viene divisa in due parti: i quartieri orientali sono destinati ai mwrwmusulmani mwsaazeri, mentre quelli occidentali ai mwsqcristiani mwsgarmeni.
Lo sviluppo nel Novecento
Questa divisione della città acuisce la tensione tra i due gruppi etnici e le prime violenze si registrano agli inizi del mwtqNovecento. Nel mwtg1920 l'ennesimo pronunciamento di autodeterminazione dell'ottavo Congresso del popolo del Karabakh (23 febbraio - 4 marzo) che chiede l'annessione all'mwtwArmenia e contesta l'appartenenza forzata all'mwuaAzerbaigian provoca una reazione militare che si trasforma rapidamente in un mwuqpogrom: tra il 22 marzo ed il 13 aprile forze turche ed azere penetrano nella regione e colpiscono in particolare i quartieri cristiani di Šuši provocando la morte di ventimila armeni.cite-ref-7[7]. A seguito di tali fatti la città, unica nell'ambito di tutta la regione, rimane popolata prevalentemente da azeri e la sua popolazione cala a non più di diecimila abitanti. Tale declino viene confermato nel mwvg1923 allorché il capoluogo regionale diviene mwvwStep'anakert.
La prima guerra
Durante la guerra le forze azere sfruttano la posizione strategica di Šuši per colpire la vicina capitale e il mwwwcorridoio di Laçın dove transitano gli aiuti provenienti dall'Armenia. L'8 maggio mwxa1992 una spettacolare operazione militare guidata da mwxqArkady Ter-Tatevosyan consente alle milizie armene del Karabakh di conquistare la città. Cade l'ultimo caposaldo azero nel territorio conteso e la guerra cambia il suo corso; pochi giorni dopo verrà liberato anche il corridoio di Laçın.cite-ref-8[8]
La rinascita
Terminato il conflitto la città si avvia ad una lenta ricostruzione. Molti quartieri sono distrutti e il numero di abitanti sensibilmente diminuito. Šuši, con la sua fortezza, la moschea e la nuova cattedrale, viene interessata da un progetto di riqualificazione culturale ed artistica.cite-ref-9[9] Qui si trasferisce nell'autunno del 2012 il ministero della cultura.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11] Dal 2011 si tiene un simposio internazionale di scultura (al quale partecipano anche artisti italiani)cite-ref-12[12] le cui opere in concorso sono lasciate al patrimonio della città.cite-ref-13[13] Fino al 2020 erano sorte strutture alberghiere per sostenere il settore turistico della città.
La seconda guerra
Dal 2 al 9 novembre 2020 si è combattuta la battaglia di Šuši, che ha provocato ingenti danni alla mwewcattedrale di Ġazančec'oc' ed è terminata con la capitolazione e la consegna della città alle forze occupanti armene. Nella difesa di Šuši, molti soldati armeni sono caduti. Dopo la conquista azera la popolazione armena della città è fuggita.
Società
Evoluzione demografica
In relazione alle vicende storiche che hanno interessato la città, la composizione etnica della stessa, come si evince dalla sottostante tabella, ha subito importanti oscillazioni nella componente azera e armena. Fino ai massacri ed espulsioni di armeni nel 1920, sussisteva un rapporto di sostanziale equilibrio fra le due etnie con una leggera prevalenza armena su quella azera. Dopo i massacri di armeni, la città rimane abitata prevalentemente da azeri. Alla fine degli mwfwanni ottanta e con lo scoppio della mwgaguerra gli ultimi armeni residenti abbandonano la città, ma dopo la conquista della stessa è la volta della componente azera a lasciarla.
| Anno | Armeni | perc. | Azeri | perc. | altri | perc. | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1851 | 15 188 | 56,7% | 11 595 | 43,3% | 23 | 0,1% | 15 194 |
| 1886 | 15 188 | 56,7% | 11 595 | 43,3% | 23 | 0,1% | 26 806 |
| 1897 | 14 420 | 55,7% | 10 778 | 41,6% | 683 | 2,6% | 25 881 |
| 1904 | | 56,5% | | 43,2% | | | 25 656 |
| 1916 | 23 396 | 53,3% | 19 121 | 43,6% | 1 352 | 3,1% | 43 869 |
| 1926 | 93 | 1,8% | 4 900 | 96,4% | 111 | 2,2% | 5 104 |
| 1939 | 1 476 | 27,2% | 3 701 | 68,2% | 247 | 4,5% | 5 424 |
| 1959 | 1 428 | 23,3% | 4 453 | 72,8% | 236 | 3,9% | 6 117 |
| 1970 | 1 540 | 17,7% | 6 974 | 80,2% | 179 | 2,1% | 8 693 |
| 1979 | 1 409 | 13,1% | 9 216 | 85,5% | 159 | 1,5% | 10 784 |
| 1989 | | | | 98% | | | 15 039 |
| 2005 | 3 105 | 100% | | | | | 3 105 |
| 2009 | 3 900 | 100% | | | | | 3 900 |
| 2015 | 4 446 | 100% | | | | | 4 446 |
Architetture
Nella città svettano imponenti i resti della mwaxkrocca che evoca il carattere di città fortezza che aveva in passato. Le distruzioni degli anni Venti e la guerra hanno fortemente danneggiato il patrimonio architettonico di quella che una volta era chiamata la "Parigi del mwaxoCaucaso" per la sua intensa attività artistica ed intellettuale.cite-ref-15[15] Pur essendo ancora ben presenti casermoni di epoca sovietica e rovine di palazzi, la ricostruzione della città è proseguita fino al 2020 sia nel restauro di vecchie costruzioni ottocentesche in pietra e legno, sia nell'edificazione di nuovi palazzi che richiamano anche nel materiale utilizzato lo mwax8stile armeno.
Architetture religiose
• mwaymCattedrale di Ġazančec'oc', bombardata nel 2020
• la mwayuKanach Zham (chiesa verde)
• mwaycMoschea superiore di Govhar Agha di epoca persiana con i due alti caratteristici minareti.
Musei
• mwaysMuseo etnografico
• mway0Museo geologico
• mway8Museo del tappeto
• mwazeMuseo di belle arti
• Museo del dram
Amministrazione
Gemellaggi
• Bourg-lès-Valence, dal 2014cite-ref-16[16]
• Villeurbanne, dal 2015cite-ref-17[17]
• Saint-Étienne, dal 2018cite-ref-19[19]
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. Risultati del censimento del 2015 nella Repubblica del Nagorno-Karabakh
cite-note-22. mwagumwagymwagcTelephone Country codes, su mwagg1areacodescountrycodes.com mwagk(archiviato dall'mwagourl originale il 21 marzo 2014).
cite-note-33. ↑ mwag4Aldo Ferrari, mwag8mwahaLa nobiltà armena nell’Impero russo tra integrazione e assimilazione (mwahemwahiPDF), in mwahmIntegrazione, assimilazione, esclusione e reazione etnica, pp.mwahq 403-405.
cite-note-44. ↑ mwahgIgor Dorfmann-Lazarev, mwahkmwahoNazionalismo e religione nella dinamica del genocidio degli armeni (1915-1916) (mwahsmwahwPDF), in Francesco Berti e Fulvio Cortese (a cura di), mwah0Il crimine dei crimini. Stermini di massa nel Novecento.
cite-note-55. ↑ mwaiemwaiimwaimAzerbaijan, Armenia and Russia sign peace deal over Nagorno-Karabakh, su mwaiqedition.cnn.com.
cite-note-66. ↑ Si veda la tabella demografica.
cite-note-77. ↑ mwais(mwaiwmwai0ENmwai4) mwai8The Nagorno-Karabakh crisis: A Blueprint for Resolution, Public International Law & Policy Group and New England Center for International Law & Policy, juin 2000, p. 3.
cite-note-88. ↑ mwajmmwajqmwajuLa Stampa, 27.07.2007, su mwajywww1.lastampa.it. mwajcURL consultato il 25 maggio 2013 mwajg(archiviato dall'mwajkurl originale il 5 marzo 2016).
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cite-note-1313. ↑ mwam4mwam8Osservatorio Artsakh, n° 8, p. 5
cite-note-143. mwanoLe fonti sono nell'edizione inglese della voce. Il dato del 2015 è ricavato dal censimento, Servizio di Statistica nazionale della repubblica di Artsakh
cite-note-1515. ↑ N. Pasqual, mwan4Armenia e Nagorno Karabakh, Guide Polaris, 2010, p. 329
cite-note-1616. ↑ mwaoimwaommwaoqShushi and Bourg-Les-Valence sign declaration of friendship, NEWS.am, 6 ottobre 2014. mwaouURL consultato il 13 febbraio 2015.
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cite-note-1818. ↑ mwapimwapmmwapqAzernews, 10-05-2013, su mwapuazernews.az.
cite-note-1919. ↑ mwapkmwapomwapsArtsakhpress, 21-10-2018, su mwapwartsakhpress.am.
Voci correlate
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Collegamenti esterni